Le parole che seguiranno non prenderanno in considerazione il contenuto e la qualità del film, poiché il sottoscritto non lo ha visto e non ha intenzione di farlo. Chi sta battendo sulla tastiera, però, vorrebbe esternare sotto forma di sfogo blogghistico le motivazioni che lo hanno indotto a scegliere di non fare parte del pubblico di riferimento della pellicola di punta del 2016 della Warner Bros. e, essendo costui temporaneamente menomato (mano destra immobilizzata da valva gessata, le parole sono scritte con la mano sinistra), si sente ancora più giustificato a redigere un articolo brutto, inutile, insensato e che racchiuda al suo interno tutta la frustrazione dell'autore.
Una finestra di sfogo laddove la necessità è tanta per chi scrive, ma magari anche per chi legge.
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martedì 16 agosto 2016
venerdì 22 aprile 2016
Occhi, denti, libri e film
In un periodo in cui le mie forze fisiche sono poche per via della frenesia che mi è imposta dalla vita, sono comunque riuscito, questa sera, ad accantonare gli impegni e a ritagliarmi qualche minuto per riordinare la mia libreria e, nel frattempo, seguire distrattamente Il villaggio dei dannati, l'opera del 1960 di Wolf Rilla. Intuirete già da voi che questa non sarà una recensione, poiché c'è ben poco che non sia stato detto su questo film, eppure sento il bisogno di scrivere quanto mi è appena accaduto. Non sorprendetevi, poiché è poca cosa, ma è un aneddoto divertente e macabro che qualcuno potrebbe apprezzare.
Stavo, come già accennato, riordinando la mia libreria e offrendo la mia attenzione al film di Wolf Rilla, quand'ecco sopravvenire la scena finale: il dottor Zellaby entra in classe con la sua muraglia ben issata, in modo che i bambini non possano leggere il suo pensiero, finché... beh... succede quel che succede.
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